«Si deve tornare alla Legge Reale. Anzi bisogna fare la Legge Reale Bis. Non è tempo di rimpalli ma di un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le forze politiche per creare una legislazione speciale e specifica che introduca specifiche figure di reato, aggravamento dei reati e delle pene oggi previste, allargamento del fermo e dell’arresto, riti direttissimi che permettano in pochi giorni di arrivare a sentenza di primo grado». Queste sono le parole del Ministro dell’Interno Roberto Maroni nel giorno degli arresti e dei bilanci del post manifestazione del 15 ottobre a Roma. Ma d’altronde ci si poteva aspettare una riposta del genere da un ministro leghista, quello che ha fatto più scalpore nell’ opinione pubblica sono state le dichiarazioni del leader dell’Italia dei Valori che si diceva a favore di nuove norme speciali per impedire quegli atti criminali. Ovviamente si fa riferimento alla legge reale degli anni ’70 cioè la legge che uccide!!! E che ha fatto 625 vittime dal 1975 al 1990 di cui 254 morti e 371 feriti.
Quando parliamo della legge reale parliamo della legge 152 del 1975 recante << Disposizione a tutela dell’ordine pubblico>> promulgata sotto il quarto governo Moro e prese il suo nome dal principale redattore della legge Oronzo Reale al tempo Ministro di grazia e giustizia Il testo normativo introdusse un duro inasprimento della legge penale, le innovazioni maggiormente repressive introdotte furono nei seguenti articoli: I. l’art. 3 estendeva il ricorso alla custodia preventiva anche in assenza di flagranza di reato permettendo un fermo preventivo di 4 giorni entro le quali andava emesso decreto di convalida da parte dell’autorità giudiziari e successivamente i fermati venivano immediatamente rinchiusi nelle carceri giudiziarie o in quelle mandamentali se in queste ultime esiste la cella di isolamento II. L’articolo 4 indicava che “in casi eccezionali di necessità e urgenza che non consentono un tempestivo provvedimento dell’autorità giudiziaria” le forze dell’ordine possono procedere “all’identificazione e alla perquisizione sul posto, al fine di accertare l’eventuale possesso di armi, esplosivi e strumenti di effrazione” III. l’art5 vietava l’uso del casco e di altri elementi potenzialmente atti a rendere in tutto o in parte irriconoscibili i cittadini partecipanti a manifestazioni pubbliche, e questo poteva essere punito con un arresto da 1 a sei mesi con ammenda da 50 a 200 mila lire IV. l’art 14 prevedeva che non era punibile il pubblico ufficiale che, al fine di garantire l’ordine pubblico fa uso ovvero ordina di far uso delle armi o di un altro mezzo di coazione fisica, quando vi è costretto dalla necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza all’Autorità.
Come scrive Cristiano Armati in Cuori Rossi in un capitolo dedicato alla legge reale: Il tutto veniva presentato agli occhi dell’opinione pubblica come necessario a difendere gli onesti dall’attacco dei violenti dei criminali e soprattutto dei terroristi. Perché come scriveva con pauroso candore Giovanni Bovio sul Corriere della Sera del 14 maggio 1975 : La situazione è d’emergenza e come tale non può essere affrontata che con provvedimenti di emergenza … (…) .. la rinunzia che quindi siamo costretti a fare ad una fetta della nostra indipendenza, la sottoposizione di ognuno ad aggravio di controlli, il ridare vita ad istituti caratteristici del regime di polizia è il duro prezzo che bisogna pagare per ripristinare l’ordine, per liberarsi dalla paura dei fuorilegge, dai vandalismi degli esaltati, dal terrorismo dei fanatici. Il 30 giugno 1977 il Partito Radicale presentò richiesta di referendum abrogativo della legge 152 ma dopo le votazioni nelle giornate dell’11 e 12 giugno 1978 si arrivò ad un esito negativo con un 76,5% di voti per il mantenimento, pertanto la legge non fu abrogata.
Altri provvedimenti speciali dell’epoca avvennero nel 1978 dove ci fù l’istituzione di corpi speciali con finalità antiterrorismo: il GIS (Gruppo Intervento Speciale) dei Carabinieri ed il NOCS (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza) della Polizia. Nel 1980 viene emanata la cosiddetta “legge Cossiga” la quale prevede condanne sostanziali per chi venga giudicato colpevole di “terrorismo” ed estende ulteriormente i poteri della polizia, a suo tempo alcuni ne contestarono l’incostituzionalità, di fronte alla Corte Costituzionale, che tuttavia respinse queste accuse. Anche questa legge fu sottoposta a referendum popolare, tenuto il 17 maggio 1981, da cui risultò il favore dell’opinione pubblica per questa legge con addirittura l’85,1% votò per il mantenimento. Poi nel 1989, per effetto dell’entrata in vigore del nuovo Codice di procedura penale, alcune disposizioni di diritto processuale contenute nella famigerata legge 152 furono soppresse. Ma non soppresse furono le violenze dello ‘’stato di polizia italiano’’ sempre presenti in ogni manifestazione, nei posti di blocco, nelle carceri … insomma ovunque.
Quest’anno è il decimo triste anniversario di Genova dove tra il 19 e il 22 luglio di 10 anni fa si è consumata una strage e come afferma anche Amnesty International è stata: ‘’la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dalla fine della seconda guerra mondiale’’. Questa città divenne teatro di vere e proprie torture, aggressioni indiscriminate da parte di agenti di polizia verso manifestanti e giornalisti. Come dimenticare il raid alla scuola Diaz, i maltrattamenti nel carcere provvisorio di Bolzaneto, le cariche nelle strade, i zig zag delle camionette in mezzo alla folla, le armi chimiche usate sui manifestanti. Le responsabilità delle forze di polizia sono emerse in vari processi, ma le vittime degli abusi commessi a Genova non hanno ottenuto una piena giustizia poiché i pubblici ufficiali non sono stati potuti identificare, e Placanica che uccise Carlo Giuliani è stato assolto poiché secondo la Corte europea dei diritti dell’uomo ha agito per legittima difesa. Purtroppo dopo in questi 10 anni altri compagni hanno pagato con la vita il fatto di essere diversi ed eversivi come Davide Cesare (Dax) nel 2003 ucciso da fascisti, come Federico Aldrovandi ucciso durante un fermo nel 2005, Renato Biagetti ucciso da fascisti nel 2006, Stefano Cucchi pestato fino alla morte dalle guardie carcerarie 2009. Tantissimi altre persone fortunatamente non hanno pagato con la loro vita ma con manganellate in faccia, offese, fogli di via, arresti, perquisizioni. A questo punto mi sorgono molti dubbi … Ci troviamo veramente in un paese democratico??? Quando finirà questa repressione??? E soprattutto finirà???
MP
